MotoGP, le Pagelle di Motegi: Pedrosa accorcia, Bautista è super!

bautista motegi

Daniel Pedrosa (Voto 9,5) risponde a Jorge Lorenzo (Voto 8,5), conquistando la quinta vittoria Stagionale (Record personale) e portando il ritardo a 28 punti. Domenica memorabile per Alvaro Bautista (Voto 9), mentre Valentino Rossi (Voto 5) stecca la trasferta Giapponese, come del resto tutte le altre Ducati.

DANIEL PEDROSA Voto 9,5

Rimedia alla grandissima in gara, nonostante due Sessioni, tra Qualifiche e Warm Up, che avevano lasciato il Box HRC con una preoccupazione tutt’altro che velata. Dani soffriva di pesante chattering e solo un colpo di coda al mattino lo aveva rilanciato nelle posizioni di vertice, ma evidentemente il lavoro degli uomini Honda gli ha permesso di guidare una moto nuovamente priva di eccessive vibrazioni. Il pilota spagnolo conquista il 5° successo stagionale, nuovo Record in MotoGP per lui. Ora i punti di distacco da Lorenzo sono 28, un’infinità considerando che il peggior piazzamento di Jorge è il 2° posto. Ci vorrà tanta fortuna.

ALVARO BAUTISTA Voto 9

Che garone! Fresco del rinnovo contrattuale con Gresini, Bautista dimostra di meritarselo raggiungendo il 2° Podio dell’anno (e in Carriera) dopo la volata vinta contro Andrea Dovizioso a Misano. Anche a Motegi Alvaro si ritrova in lotta con una Tech3, questa volta quella di Crutchlow. Dopo un’exploit di tutto rispetto che gli permette di fuggire dal gruppetto, risucchia un Crutchlow che sembrava potersi involare per il 3° posto e mette in mostra una serie di sorpassi-controsorpassi che risvegliano l’agonismo ed il pubblico italiano che si era sparato “la notte bianca”. Poi Cal finisce la benzina, rendendo più facile la vita al rivale ma solo a mezzo giro dal termine: bravissimo.

JORGE LORENZO Voto 8,5

Pole e 2° posto, il minimo o il massimo? Lorenzo si guarda bene dall’ingaggiare duelli o dal dare sportellate quando non si sente in perfette condizioni, è una sorta di anti-Stoner, molto opportunista e decisamente poco entusiasmante quando sente di avere il risultato in tasca. Fa bene? Certo che sì, il maiorchino è un mostro di freddezza e calcolo, aiutato dall’assenza di avversarsi in grado di poterlo impensierire. Bisognerà attendere il recupero di Casey per qualche sussulto, del resto Lorenzo ha dimostrato di saperlo fare nella prima parte dell’anno e se oggi si può permettere di “non-vincere” è anche per meriti propri e per quella dose di “fortuna” che accompagna, tradizionalmente, ogni Campione.

CAL CRUTCHLOW Voto 8

Non finisce la gara ma è protagonista. Nella penuria di sorpassi che è la MotoGP un pilota va premiato quando fa bagarre: Cal è uno di questi, perchè dopo essere stato “bruciato” da Bautista risponde colpo su colpo, infilandolo un paio di volte al millimetro, perdendo l’appoggio sullo pedane tre volte. Purtroppo niente Podio, dopo un bel Weekend in cui aveva ottenuto la prima fila: la M1 del Team Tech3 lo lascia a piedi e con un dieci minuti di pieno sconforto, in cui saranno volante espressioni più che colorite in quel casco.

CASEY STONER Voto 7

Il feeling sul giro lo ritrova, piazzandosi 3° al termine del Warm Up. Ciò che mancava era la resistenza fisica, messa a dura prova da una pista in cui Casey era costretto a lavorare tantissimo di braccia per compensare all’impossibilità di caricare il giusto peso sulla caviglia operata dopo Indianapolis. Il suo obiettivo, in fondo, era quello di tornare in moto per arrivare a Phillip Island e Valencia in uno stato di forma competitivo. Il fatto che sia molto deluso di questo 5° posto è positivo e sintomatico della fame che ha il Campione del Mondo in carica: una voglia messa in discussione dai soliti noti, più interessati a psicoanalizzarlo più che capirne le motivazioni.

ANDREA DOVIZIOSO Voto 6,5

Non certo il miglior fine settimana del Dovi. Nelle retrovie per tutto il weekend, riemerge in gara ma le prende sonoramente da Cal Crutchlow, rispetto al quale guadagna punti solamente grazie al “black out” del quale è vittima. Guadagna anche su Stoner e il 3° posto è sempre più vicino, un grande risultato per un pilota privato: ma fino a quando? Vedremo nelle prossime tre gare.

STEFAN BRADL Voto 6,5

Compitino. Gara dopo gara ci si aspetta sempre di più dal Rookie dell’anno, ma dovremo aspettare almeno il 2013 per vedere un ulteriore passo in avanti. Buone Qualifiche, in gara non riesce a recuperare uno Stoner che aveva mollato quasi 10 giri prima della bandiera a scacchi. È comunque un piazzamento che fa Classifica e che lo tiene ancora in lotta per il 5° posto finale.

KATSUYUKI NAKASUKA Voto 6,5

Il Tester della Yamaha si gode il “regalo” che la Casa di Iwata gli fa per il servizio prestato e per la dedizione alla causa, ovvero lo sviluppo in Patria della M1 Factory. Se la cava decisamente bene “a domicilio”.

VALENTINO ROSSI Voto 5

Parte bene il fine settimana del Dottore, con annesse dichiarazioni ottimistiche che avevano prima accompagnato la pre-trasferta, poi arricchito un Venerdì decisamente positivo. Ma Valentino non riesce a migliorarsi ulteriormente, finendo lontano 20 secondi da quel podio che, nel Box, non sembrava così utopico, come invece si è dimostrato. È difficile per un pilota vivere una situazione del genere, così come è difficile per il Team orientare il lavoro quando le sensazioni cambiano da un Turno all’altro. Inevitabile che tutti e due, Valentino e Ducati, non vedano l’ora di Novembre.

NICKY HAYDEN Voto 4,5

Problemi fisici, sì. Ma lo smacco di un eventuale sorpasso di Nakasuga, Tester Yamaha e Wild Card, sarebbe stato qualcosa di inenarrabile. Lo è forse anche l’arrivo in volata, vinto contro un avversario che sì, conoscerà a memoria la pista e la M1 Ufficiale “mascherata”, ma non si può vedere una Ducati così in balia. Nicky patisce anche scarso feeling con l’anteriore e problemi di trazione, probabilmente frutto degli aggiornamenti non ancora compresi a pieno. Ma la trasferta Giapponese è da riscattare subito.

HECTOR BARBERA’ Voto 3

Ormai ha tirato i remi in barca e si prepara ad un 2013 di CRT, navigando nelle posizioni consone a quel tipo di moto.

KAREL ABRAHAM Voto 3

Stesso discorso, forse lui ci crede ancora tantissimo ma finisce per scivolare a più non posso.

BEN SPIES s.v.

Arriva a sfiorare il vertice in più occasioni, alternando Sessioni da leader a Turni in cui fatica ad entrare in Top 10. La sua gara finisce con un drittone clamoroso con toccata alle barriere, fortunatamente senza conseguenze. E senza voto.

 

CRT:

ESPARGARO’ 9; DE PUNIET s.v.; PIRRO 6,5; ELLISON 7; HERNANDEZ s.v.; PETRUCCI 5; EDWARDS 7; ROLFO 4,5; SILVA s.v.

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