Intervista a Michael van der Mark, Campione Europeo della Stock600

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Michael van der Mark: olandese, 20 anni da compiere il 26 Ottobre, qualche gara con le 125 nel Motomondiale prima di mettersi in mostra tra le Derivate di Serie. Lui, Michael, è il Campione Europeo Stock600 del 2012, colui che ha battuto il “nostro” Riccardo Russo.

Successo cercato sin dal primo giorno e che gli ha spalancato le porte del Mondiale Supersport in cui correrà la prossima Stagione come importante pedina del Team Honda PATA.

Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e per far scoprire, a chi non segue l’entusiasmante Campionato che accompagna il Mondiale Superbike in gran parte dei tracciati Europei, un ragazzo che si candida ad essere protagonista del Paddock in un futuro assolutamente non troppo lontano.

 

Quest’anno la Superstock 600 ha avuto due dominatori: te e Riccardo Russo. Alla fine hai vinto, forte di 6 successi in gara e della “tripletta” rifilata negli ultimi Round.

“Il 2012 è stato un anno fantastico, io e Russo siamo stati molto veloci per tutta la Stagione. Bello ma difficile, visto che abbiamo dovuto spingere al massimo in ogni secondo di gara cercando di non commettere errori.”

C’è stato un momento particolare in cui ha capito che avresti vinto te?

“Quest’anno l’obiettivo era quello, è stata una lotta durissima ma sin dalla prima gara avevo in mente solo di vincere.”

Il tuo futuro sarà qui, nel Paddock della SBK. Il prossimo anno correrai ancora con Honda Ten Kate ma nel Mondiale Supersport. Hai avuto altre offerte, da altri Team o in Moto2?

“Sì, l’anno prossimo continuerò qui e correrò con il Team Honda Pata World Supersport. Non ho parlato con nessuno, il mio obiettivo era quello di proseguire con il Team Ten Kate ed anche loro ci tenevano molto, hanno dimostrato un grande interesse nei miei confronti.”

Tu hai guidato sia la Moto2, ad Assen come Wild Card nel Motomondiale lo scorso anno, sia una Supersport a Mosca nel 2012. Entrambe con motore Honda, ma con telaio e ciclistica differenti: quali sono le differenze più grandi?

“Posso dire che la Moto2 è una moto un po’ più difficile. Nel senso che l’adattamento richiede decisamente più tempo, è un mezzo più complicato da capire, che reagisce in maniera diversa. La differenza più netta è sicuramente il telaio, molto più rigido nella Moto2 essendo un prototipo.”

Parlando del tuo passato, quando hai iniziato? Ti sei cimentato in altre discipline oltre alla Velocità?

“Ho iniziato a correre all’età di 12 anni. Il primo campionato al quale ho preso parte è stata l’Aprilia RS125 Junior Cup, ho corso lì per un paio di stagioni ottenendo qualche vittoria nel corso del secondo anno. Dopo questa esperienza ho gareggiato nel Campionato Olandese ed in quello Tedesco per tre anni, vincendo due Titoli in quello “di casa”. Ho corso due gare ad Assen, sempre come Wild Card, nel Motomondiale nel 2008 e nel 2009, mentre nel 2010 la prima parte del Campionato, prima con Aprilia, poi con Lambretta. Tuttavia l’esperienza terminò per l’assenza di Budget. Così ho corso l’ultimo Round del Campionato Europeo 600 Superstock, per poi parteciparvi stabilmente dal 2011. Ho sempre corso nella Velocità, non ho mai provato altre discipline ma mi piacerebbe”

Fuori dal tuo Paese ti sei imposto invece con le più potenti e pesanti 600 a quattro cilindri. Con quale moto ti sei trovato meglio e quale preferisci guidare?

“Beh, mi piace guidare qualsiasi moto mi venga data! In questo momento la mia Honda CBR600RR Superstock è la moto migliore che abbia mai guidato, quella con cui mi sono trovato più a mio agio. La più divertente, invece, è stata la Honda RS125 da GP e un giorno mi piacerebbe poterla guidare ancora, proprio per divertirmi.”

Hai un pilota “preferito”, o un riferimento, in Superbike o in altri Campionati?

“A dir la verità non ho un pilota preferito, però mi piacciono molto Johnny Rea e Tom Sykes. Sono due piloti che quando salgono in sella danno sempre il massimo, spingendo sempre al limite e cercando di essere sempre più veloci.”

Il 2013 sarà il tuo debutto Mondiale come pilota titolare e ci arrivi da Campione Europeo. Il tuo obiettivo?

“Il mio obiettivo per il prossimo anno è chiaramente quello di fare il miglior risultato possibile e di arrivare a fine stagione ancora più forte, migliorandomi. Sarà un anno complicato, difficile: il mio auspicio è quello di riuscire a fare un percorso “step by step” ma nel più breve tempo possibile.”

Prima di salutarci, domandina delicata per un giovane: come ti vedi tra cinque anni?

“Non so cosa farò tra cinque anni, ma spero di essere un Campione del Mondo!”

 

 

 

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