Mondiale Enduro, intervista esclusiva ad Edoardo D’Ambrosio

Edoardo D' Ambrosio fener

Edoardo D’Ambrosio, giovane pilota del Bordone Ferrari Racing Team, nonchè nostro collaboratore, ci ha rilasciato una intervista a tutto tondo, parlandoci in particolare del suo presente e soprattutto del suo futuro.

Il giovane pilota abruzzese sta attraversando un momento di certo non tra i più felici della sua vita, ed è proprio da qui che partiamo ad intervistarlo:

Edo, abbiamo visto delle tue recenti foto in stampelle. Che ti è successo?
Allora, per prima cosa durante il SuperTest del Venerdì in Finlandia, nello scorso appuntamento del Mondiale, purtroppo mi sono infortunato alla clavicola; la settimana seguente ho sostenuto quindi una operazione per rimettermi in sesto. A quel punto però mi sono reso conto che la mia stagione aveva preso una brutta piega e che i risultati tanto sperati e tanto attesi non stavano arrivando, perciò, insieme alla mia squadra, abbiamo deciso di operare il crociato della gamba sinistra, un mio vecchio problema: check up completo! Proprio per questo Venerdì scorso sono tornato nuovamente sotto i ferri del Prof. Salini e della sua equipe, che ringrazio per tutta la professionalità e disponibilità dimostratami.

A fronte di questo stop forzato quando hai intenzione di tornare in moto e quando di tornare a correre?
La riabilitazione dovrebbe durare un mesetto, perciò per Dicembre spero già di poter ritornare sulla moto, anche perchè al momento faccio davvero fatica a starne senza! Per quanto riguarda le gare ritornerò a correre nel 2013; ora come ora non varrebbe la candela affrettare i tempi di recupero per rischiare di infortunarmi nuovamente.

Riguardo corse e campionati, l’anno prossimo rimarrai sempre nella scuderia Bordone-Ferrari?
Sicuramente si: ho un contratto biennale, per cui ancora un anno davanti con loro; spero proprio di rimanere in questa squadra e continuare a correre con loro. Siamo un gran team e mi sto trovando davvero benissimo! Non posso che ringraziarli, perchè hanno capito la mia posizione e mi stanno molto aiutando a risolvere i miei piccoli problemi. Renato e Nicoletta, i proprietari del Team, sono davvero gentili e disponibili. Devo poi dire che Alex Belometti (il Team Manager ndr) si è calato perfettamente nel suo nuovo ruolo e non mi manca assolutamente nulla, a parte i risultati purtroppo..

Parliamo proprio di questi: un inizio di stagione più che positivo, con buoni risultati ed una top5 del Mondiale a portata di mano. Poi qualcosa è cambiato. Che cosa è successo, problemi con la moto, personali o altro?
Personalmente credo di non essere mai stato troppo veloce con il 2 tempi, per questo nel corso della stagione sono passato dal KTM 300 2T al 500 4T. Molto probabilmente se avessi usato il 500 fin dall’ inizio della stagione i risultati delle prime gare sarebbero stati ancora miglior, perchè il mio feeling con il 4T è di molto superiore rispetto a quello con le moto a miscela. Un’ altra cosa poi che mi ha fatto cambiare molto atteggiamento è stato lo scarso risultato nella prima prova del Campionato Italiano: sono arrivato con troppe pressioni addosso, pressioni ed aspettative in realtà poste da me stesso.

Attualmente invece come ti senti riguardo al futuro, sei sempre sotto pressione o più tranquillo?
Per ora l’ unica cosa che mi interessa è tornare sulla moto, ed andare forte. Per i risultati vedremo a Gennaio.

La prossima stagione compirai 23 anni, al limite per correre nella EJ. Ti vedremo sempre in questa categoria o invece nella E3?
Sopattutto, ti vedremo sempre su KTM o su un’ altra moto, magari prodotta dalla stessa Bordone Ferrari?
L’ anno prossimo gareggerò sempre nell’ Enduro Junior, mentre nell’ Italiano, che quest’ anno ho corso in E3, dobbiamo ancora vedere bene.
Per quanto riguarda la moto sarò sempre in sella ad una KTM; dobbiamo però ancora decidere la cilindrata, anche se a me personalmente piacerebbe molto usare una 450: secondo me per l’ Enduro è la miglior cilindrata, quindi mi farebbe davvero piacere gareggiarci. Ma alla fine, ovviamente, decideremo tutto insieme al Team.

Parlando proprio di quest’ ultimo, possiamo affermare che è stato una grande ventata di novità in un mondo un po’ chiuso come quello dell’ Enduro. Come siete stati accolti, con correttezza o con qualche gelosia ed antipatia?
Posso dirti che di sicuro l’ arrivo di questa squadra ha pestato i piedi e dato fastidio a molti nel settore, ha scombussolato un po’ i piani delle grandi Case e Squadre che oramai sono nel Circus da diversi anni. Devo anche ammettere che in questo mondo l’ invidia verso gli altri è tanta..

Nonostante questi lati negativi sei comunque riuscito ad avere dei bei rapporti o amicizie con qualche pilota?
Devo dire di si, ci sono dei ragazzi con i quali sono amico anche fuori da questo ambiente, dagli allenamenti e via dicendo. Classico esempio è il Bottu (Alessandro Botturi ndr): con lui una bella pizza ci scappa sempre! Poi ho un ottimo rapporto anche con Jonathan Manzi, lo considero un amico, è un ragazzo davvero umile ed alla mano, tranquillo.

Recentemente si sono incrinati i rapporti tra il Team e Thomas Oldrati. A tal proposito c’è un qualche pilota che ti piacerebbe avere nel gruppo l’ anno venturo?
Sarò sincero, non me la sento di fare alcun nome, ma sicuramente sarei felicissimo di avere in squadra qualcuno di forte che mi possa permettere di crescere come pilota. Ci sono riders che ammiro molto: Cervantes, Guerrero, Nambotin, o Meo; tutti dei grandi piloti e dei grandi campioni, sia fuori che dentro le corse.

Parlando invece di gare recenti, come valuti la prestazione della Maglia Azzurra in Germania?
La Junior stava andando davvero molto forte ed è stato davvero un gran peccato il ritiro di Oldrati e Martini; il Trofeo invece è andato davvero bene, i ragazzi han fatto squadra ed han ottenuto un ottimo terzo posto, dimostrando che siamo sempre ai vertici. Purtroppo però ora la Francia ha un altro passo, e se continuano così l’ avrà ancora per molto. Penso che la loro supremazia sia dovuta semplicemente al fatto che se guardiamo ai loro piloti di punta, sono tutti ex crossisti di alto livello; parlo di Meo, Nambotin, Renet, Aubert e Thain. Nell’ Enduro moderno la tecnica del crossista aiuta molto e tra i Francesi non esistono enduristi nati tali, come me o Jonathan Manzi. Però giù il cappello, ora come ora han davvero una marcia in più.

Come vedi invece il futuro dell’ Enduro italiano, parlando soprattutto di giovani promesse?
Secondo me al momento l’ Italia non è messa affatto male. Ce ne sono diversi di piloti buoni, penso soprattutto a Manzi o a Giacomo Redondi. Poi ci siamo io e Moroni, ma anche altri come Mori, Bresolin e Conforti. Tutti quanti han dimostrato di saper andare bene in moto, perciò penso che per il futuro ci siano buone speranze!

Ci lasci con una promessa? Che l’ anno venturo ti vediamo re-indossare la Maglia Azzurra..
Guarda, per me è davvero un onore averla indosso; portarla ti dà orgoglio, quando sei sulla moto senti la fatica la metà di quanto la sentiresti senza, è una cosa che mi dà davvero una enorme carica: Per cui se ci saranno le condizioni ed il Team mi appoggerà, sarò ben lieto di rappresentare l’ Italia!

 

 

Commenti

commenti