Carlo Pernat: “La CRT sarà un grande problema per MotoGP e SBK”

carlo pernat

Vista l’ondata di polemiche in materia di CRT/MotoGP Vs Superbike, vi proponiamo le recenti dichiarazioni rilasciate da Carlo Pernat, volto noto e storico manager di Capirossi e SuperSic. E’ un Pernat a tutto campo che dice la sua sulla nuova CRT e polemizza sugli ingaggi di alcuni piloti.

“La CRT non ha nulla a che vedere con il cambiamento che si fece nel 2002 con l’ingresso dei 4 Tempi. Con la 500, allora, ci si poteva ancora permettere di arrivare sul podio. Nella CRT non potrà succedere, queste moto prenderanno tre o quattro secondi al giro e ciò darà vita a due campionati distinti, da una parte dodici moto ufficiale, dall’altra dieci di queste derivate di serie ibride. Possiamo immagina durante le prove i primi problemi: Stoner si arrabbiava già nella precedente situazione quando veniva ostacolato, figuriamoci ora. I sorpassi dei piloti doppiati avverranno prima della fine della gara e comporteranno dei rischi aggiuntivi per la differenza di prestazioni.”

Pernat, poi, parla anche degli ingaggi dei Piloti che, a suo modo di vedere, sarebbero troppo “gonfiati” e troppo poco sostanziosi in svariati casi:

“Rispetto alla Superbike si è perso tantissimo, secondo me. Lì ci sono più case presenti; dal punto di vista dei piloti, al di là dei top 4 (Stoner, Lorenzo, Pedrosa, Rossi), in Superbike gente come Biaggi, Checa o Melandri guadagna attorno al milione di Euro, ben più della maggioranza dei piloti che corrono in MotoGP, a partire da Dovizioso che credo che guadagnerà la metà. Non proporzionato al valore del pilota.”

Non solo non ci vedo un gran filo logico con il suo discorso sulle CRT, ma forse, visti i tempi, dire che cinquecentomila euro non siano la cifra giusta (per fare il “lavoro” più bello del mondo) non è stata la scelta più azzeccata (considerando anche che la quasi totalità dei piloti di questi sport motoristici, escluse le classi “top”, devono sborsare enormi cifre per affrontare una stagione, da decine a centinaia di migliaia di euro).

Senza contare, poi, che nell’ingaggio del pilota non sono inclusi i Bonus del Team, quelli dello/degli Sponsor ed i ricavati sui diritti d’immagine provenienti dalla Pubblicità e che se un Pilota è pagato più di un altro vuol dire che, tendenzialmente, porta un maggior profitto ed un maggior numero di Sponsors al Team che lo schiera ed è normale che Dovizioso, a livello di tornaconto economico ed interesse commerciale, possa “valere meno” di un Marco Melandri o di un Carlos Checa. Che sia giusto o sbagliato, poi, è un altro discorso!

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